Ciao a tutti, Vorrei gentilmente sapere le procedure da seguire per disdire il canone rai.
Situazione: Dopo il decesso di mio padre avvenuta nel 2009 non ho avvisato la rai del decesso, nel 2010 ho pagato il bollettino regolarmente in quanto unico erede del suo appartamento, nel mese di febbraio 2010 ho venduto l'appartamento nel quale era residente mio padre.
Dopo la vendita di fatto io non posseggo piu ne la casa ne l'apparecchio perchè vivo con mia madre che paga a sua volta il canone a suo nome.
Da quanto ho capito sui vari forum l'abbonamento si trasferisce agli eredi quindi se io scrivo alla rai loro si aspetteranno che io subentri a mio padre, ma io non ho un appartamento e quindi non devo pagare il canone.
Qualcuno mi sa dire quale è la procedura corretta per disdire il canone e stop.
Grazie .
La cosa più semplice è avvisare (con raccomandata a.r) l'Uffico abbonamenti rai che il titolare dell'abbonamnto è defunto allegando il certificato di morte). Devi pure dire che il televisore è stato venduto o donato ad una persona già abbonata (in questo caso potrebbe essere tua mamma). In questo modo il cerchio dovrebbe concludersi. Se non lo fai con gli appositi moduli, la Rai ti invierà dei moduli da compilare per confermare quanto anticipato con la Raccomandata.Comunque in ogni sede Rai c'è uno apposito sportello dove puoi fare tutto li.
devi spiegare che hai venduto l'appartamento e ti sei trasferito da tua madre la quale, pagando già il canone per il suo TV ne può detenere quanti altri desidera.
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2011年5月25日星期三
2011年5月16日星期一
Il Papa entra nell'era Facebook- -Ma non create falsi profili-
Nei social network e nella ricerca di un sempre maggior numero di "amici", bisogna sempre essere "fedeli a se stessi" e mai cedere a trucchi o "illusioni" come la
creazione di una falsa identità attraverso il proprio "profilo". E' il primo monito dell'era Facebook mai lanciato da un Papa, quello lanciato da Benedetto XVI, in
particolare ai giovani, nel suo messaggio per la 45esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.
No a profili falsi
"Nella ricerca di condivisione, di 'amicizie' - afferma il Papa - ci si trova di
fronte alla sfida dell'essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all'illusione di costruire artificialmente il proprio 'profilo' pubblico".
L'era del web
Ma Benedetto XVI non ha limitato la sua riflessione a Facebook allargando la riflessione a "un fenomeno caratteristico del nostro tempo: il diffondersi della comunicazione attraverso la rete internet". Il messaggio s'intitola infatti "Verita', annuncio e autenticità di vita nell'era digitale". "E' sempre più comune -
aggiunge il Pontefice - la convinzione che, come la rivoluzione industriale produsse un profondo cambiamento nella società attraverso le novità introdotte nel ciclo produttivo e nella vita dei lavoratori, cosi' oggi la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni guida il flusso di grandi mutamenti culturali e
sociali".
La comunicazione cambia la nostra vita
"Le nuove tecnologie - rileva ancora il Papa - non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si puo' affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione".
Chi siamo in Rete
"Il coinvolgimento sempre maggiore nella pubblica arena digitale, quella creata dai cosiddetti social network - scrive Benedetto XVI - conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé e pone quindi, inevitabilmente, la questione non solo della correttezza del proprio agire, ma anche
dell'autenticità del proprio essere. La presenza in questi spazi virtuali può essere il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l'altro se si fa attenzione ad evitarne i pericoli, quali il rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo, o l'eccessiva esposizione al mondo virtuale. Nella ricerca di condivisione, di 'amicizie', ci si trova di fronte alla sfida dell'essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere
all'illusione di costruire artificialmente il proprio "profilo" pubblico".
La risposta a Facebook
"Cristo è la risposta piena e autentica a quel desiderio umano di relazione, di comunione e di senso che emerge anche nella partecipazione massiccia ai
vari social network", scrive il Papa. E i credenti devono contribuire "affinche' il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare
le opinioni altrui". Benedetto XVI non si esime da qualche consiglio pratico per "uno stile cristiano di presenza" nella Rete, a partire da "una forma di comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell'altro".
Non annacquare il Vangelo
Il Papa chiede anche sul web di "testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo". Esso "non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale" e "non trae il suo valore dalla sua 'popolarita" o dalla quantita' di attenzione che riceve".
Questa verità va fatta "conoscere nella sua integrita' piuttosto che cercare di renderla accettabile magari 'annacquandola'".
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creazione di una falsa identità attraverso il proprio "profilo". E' il primo monito dell'era Facebook mai lanciato da un Papa, quello lanciato da Benedetto XVI, in
particolare ai giovani, nel suo messaggio per la 45esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.
No a profili falsi
"Nella ricerca di condivisione, di 'amicizie' - afferma il Papa - ci si trova di
fronte alla sfida dell'essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere all'illusione di costruire artificialmente il proprio 'profilo' pubblico".
L'era del web
Ma Benedetto XVI non ha limitato la sua riflessione a Facebook allargando la riflessione a "un fenomeno caratteristico del nostro tempo: il diffondersi della comunicazione attraverso la rete internet". Il messaggio s'intitola infatti "Verita', annuncio e autenticità di vita nell'era digitale". "E' sempre più comune -
aggiunge il Pontefice - la convinzione che, come la rivoluzione industriale produsse un profondo cambiamento nella società attraverso le novità introdotte nel ciclo produttivo e nella vita dei lavoratori, cosi' oggi la profonda trasformazione in atto nel campo delle comunicazioni guida il flusso di grandi mutamenti culturali e
sociali".
La comunicazione cambia la nostra vita
"Le nuove tecnologie - rileva ancora il Papa - non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si puo' affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione".
Chi siamo in Rete
"Il coinvolgimento sempre maggiore nella pubblica arena digitale, quella creata dai cosiddetti social network - scrive Benedetto XVI - conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé e pone quindi, inevitabilmente, la questione non solo della correttezza del proprio agire, ma anche
dell'autenticità del proprio essere. La presenza in questi spazi virtuali può essere il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l'altro se si fa attenzione ad evitarne i pericoli, quali il rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo, o l'eccessiva esposizione al mondo virtuale. Nella ricerca di condivisione, di 'amicizie', ci si trova di fronte alla sfida dell'essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere
all'illusione di costruire artificialmente il proprio "profilo" pubblico".
La risposta a Facebook
"Cristo è la risposta piena e autentica a quel desiderio umano di relazione, di comunione e di senso che emerge anche nella partecipazione massiccia ai
vari social network", scrive il Papa. E i credenti devono contribuire "affinche' il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare
le opinioni altrui". Benedetto XVI non si esime da qualche consiglio pratico per "uno stile cristiano di presenza" nella Rete, a partire da "una forma di comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell'altro".
Non annacquare il Vangelo
Il Papa chiede anche sul web di "testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo". Esso "non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale" e "non trae il suo valore dalla sua 'popolarita" o dalla quantita' di attenzione che riceve".
Questa verità va fatta "conoscere nella sua integrita' piuttosto che cercare di renderla accettabile magari 'annacquandola'".
vedi gli orologi più economici a IWC
2011年5月4日星期三
La Dacia Sandero si compra su Facebook
La Dacia Sandero in vendita su Facebook si distingue per la vernice "jeans"
Da oggi la Dacia Sandero si acquista anche su Facebook: per celebrare la creazione della pagina ufficiale della filiale italiana della Casa rumena cliccando qui sarà possibile prenotare e comprare due esemplari unici della piccola “low-cost” del gruppo Renault.
- La Dacia Sandero in vendita su Facebook si distingue per la vernice “jeans”
- Dacia Sandero Facebook Collection - La dotazione di serie
- Dacia Sandero Stepway Facebook Collection
- Dacia Sandero Stepway Facebook Collection - La dotazione di serie
- Dacia Sandero Stepway Facebook Collection - Eleganza
La versione “normale” punta sul prezzo di listino basso (8.651 euro) mentre la Stepway (13.651 euro) su una dotazione di serie ricca e ricercata. Scopriamo tutti i dettagli nella gallery.
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